Medicina del territorio come strategia fondamentale per una campagna vaccinale efficace e capillare

L’Associazione Veneto per le Autonomie si unisce all’allarme per la carenza dei vaccini che sta mettendo a rischio la campagna vaccinale, ma sollecita nel contempo la Regione affinché “imbocchi la strada del coinvolgimento della medicina del territorio, riservando una quota cospicua dei nuovi arrivi di vaccini ai medici di famiglia che, organizzati nelle medicine di gruppo e coordinati dai Distretti sanitari sono in grado di fare milioni di vaccini, eliminando la burocrazia in eccesso”.

Infatti nonostante la Regione Veneto dichiari nel piano per la campagna vaccinale che la partecipazione dei medici di medicina generale è un pilastro fondamentale della propria strategia, la Giunta Zaia sta puntando di fatto sul sistema centralizzato dei grandi hub, che si sta dimostrando non bastare, tanto più in una situazione in cui i vaccini arrivano in quantità ridotte e a singhiozzo, e che sta creando troppo spesso disfunzioni, code ed assembramenti pericolosi.

“Per questo ora che si spera siano in arrivo milioni di dosi, il meccanismo va migliorato mettendo in campo una campagna vaccinale di prossimità: si coinvolgano i medici di famiglia rendendo operative le loro Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) per creare in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione-Distretto Sanitario e il supporto logistico dei Comuni e del volontariato dei Centri vaccinali intermedi. In questo modo si può davvero garantire una copertura vaccinale decentrata e capillare, senza assembramenti e con pochissima burocrazia. E i cittadini ne sarebbero lieti, perché hanno fiducia nel loro medico di famiglia e questi ne conosce la storia clinica” afferma Simonetta Rubinato, presidente di Veneto per le Autonomie.

Una richiesta condivisa con alcuni medici di famiglia, come il dott. Francesco Cavasin e il dott. Giuseppe Palmisano (“al momento non siamo stati coinvolti fattivamente, se non in questi ultimi giorni in cui ci è stato richiesto di verificare le liste stilate dalla Regione. Non abbiamo dosi a disposizione ma ci viene detto di vaccinare i nostri pazienti al loro domicilio o in studio o in locali del Comune, senza che ci sia dato il supporto di alcun modello organizzativo”).

“È urgente correggere il meccanismo: i medici di famiglia del Veneto sono circa 3.050 e potrebbero dedicare alla vaccinazione mezza giornata per 5 giorni alla settimana, vaccinando almeno 50 persone ogni giorno, in un mese 2,7 milioni di veneti sarebbero immunizzati” conclude Tiziana Virgili, medico polesano e componente dell’associazione, che in più occasioni ha sostenuto l’inderogabilità del coinvolgimento dei medici di medicina generale.

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