Sanificazione strade: la fretta rischia di creare maggiori danni di quelli che si vogliono prevenire

Con questa comunicazione del 15 marzo scorso la Regione, su sollecitazione del Presidente, ha chiesto ai Sindaci di sanificare le strade con prodotti disinfettanti, tra cui “soluzione acquosa (acqua e ipoclorito di sodio al 5%)”. Temo che la fretta di rassicurare i cittadini, preoccupati ed in ansia, rischi di creare maggiori danni di quelli che si vogliono prevenire. Eseguire, infatti, quello che ha scritto la Regione Veneto, cioè usare una soluzione acquosa al 5% di ipoclorito di sodio, equivale a spargere nell’ambiente la candeggina pura così come la acquistiamo!!!

L’Istituto Superiore di Sanità, come risulta nel parere del 17 marzo scorso allegato in calce, avverte che tale concentrazione sarebbe molto pericolosa per le persone (possibili irritazioni alle vie respiratorie e alla pelle), per gli animali e l’ambiente e raccomanda per disinfettare superfici piane (es. tavoli) di usare acqua e ipoclorito allo 0,1%, diluendo di 50 volte la normale candeggina ad uso domestico, che di solito contiene il 5% di ipoclorito di sodio (praticamente quindi 49 litri di acqua e un litro di candeggina!). Scrive l’ISS: “l’uso di sodio ipoclorito, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, per la disinfezione delle strade potrebbe essere associato ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione della popolazione. Il sodio ipoclorito, in presenza di materiale organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene”. 

Con riferimento poi alle strade l’ISS conclude che “ad oggi, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, non vi sono evidenze a supporto dell’efficacia della sanificazione delle strade e pavimentazioni esterne con prodotti chimici disinfettanti o igienizzanti. Tali procedure hanno inoltre implicazioni logistiche ed economiche da considerare in assenza di reale beneficio nel controllo dell’epidemia SARS-CoV-2.” Tradotto: attenzione che a fronte di dubbi e comunque minimi benefici si possono arrecare rilevanti danni alle persone e all’ambiente, oltre che spreco di risorse impiegate.

Non solo: il Sistema nazionale protezione ambiente (SNPA, insieme a ISPRA e ARPA) avverte, nel documento approvato il 18 marzo scorso, che l’ipoclorito di sodio già alla concentrazione dello 0,1% è dannoso per l’ambiente, per cui il suo utilizzo nella disinfezione delle strade è associabile ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente, con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali; può inoltre nuocere alle acque superficiali e a quelle sotterranee, oltre che alla corretta funzionalità degli impianti biologici di trattamento delle acque. Figuriamoci con concentrazioni 50 volte superiori! 

Sono certa tuttavia che i Sindaci e gli operatori delle aziende municipalizzate si sono accorti di questo errore e stanno procedendo nei limiti corretti e con una disinfezione mirata nei luoghi dove c’è molta gente che cammina e si ritrova a passare a piedi giocoforza (es. piazzali supermercati, pertinenze di studi medici, piazzali di ospedali, ecc.), perché è qui che starnutendo, tossendo e parlando le persone possono rilasciare “droplet” (cioè le goccioline) contenenti il virus, e non sulle strade dove invece passano le auto. Anche per non sprecare inutilmente risorse dei contribuenti. 

P.S. Basta anche leggere le avvertenze sul retro di una confezione di Amuchina (ipoclorito allo 0,1%): “Non usare su metalli, acciaio di bassa lega, superfici zincate, ferro e poliammide”. Si pensi ai danni su auto o altri materiali della popolazione.

Le dichiarazioni del Presidente Zaia del 18 marzo 2020

PS: Oggi anche la Regione si è resa conto dell’errore e il Presidente ha inviato ai sindaci una circolare in cui rettifica la percentuale di ipoclorito di sodio e non solo. Eccola:

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