Simonetta Rubinato presenta Veneto Vivo, laboratorio per l’autogoverno e un’Europa delle Autonomie

Si chiama Veneto Vivo. E’ l’associazione libera, civica e apartitica che Simonetta Rubinato ha presentato stamane a Padova. Essa mette insieme cittadini di ogni credo politico che aspirano all’autogoverno del Veneto. Nel logo campeggiano due grandi lettere V colorate di giallo e azzurro; sullo sfondo il cerchio di stelle che richiama l’Europa. “Sì – spiega l’ex parlamentare del Pd – perché il nostro obiettivo è lavorare per il rilancio di una riforma federale della Repubblica italiana coniugandolo con il progetto di integrazione politica europea”.

L’associazione, che ha già raccolto parecchie adesioni, si struttura con referenti per ogni provincia. “Siamo già presenti in sei delle sette province – spiega Tiziana Virgili, già presidente di Provincia, referente per Rovigo – e contiamo di coprire presto l’intero territorio. Noi vogliamo stare in mezzo alla gente, rafforzando la partecipazione democratica, perché anche i recenti eventi politici nazionali hanno dimostrato che i cittadini hanno voglia di tornare ad essere protagonisti delle scelte”.Alla conferenza stampa erano presenti anche alcuni aderenti all’associazione come Gessica Rostellato, già deputata della scorsa legislatura e il prof. Corrado Poli, editorialista ed esperto di studi politici, che ha spiegato la connessione di Veneto Vivo con il RadiX-Think Tank “per un’Europa delle autonomie”.

L’attività del laboratorio politico partirà ufficialmente il prossimo 30 giugno. Nello statuto si preannuncia l’intenzione di fare del 22 ottobre di ogni anno il giorno della festa dell’Autonomia. “Il 22 ottobre, giorno in cui i veneti hanno detto a gran voce di volere l’autonomia attraverso un referendum concesso dalla Corte Costituzionale grazie anche alle nostre battaglie – spiega Simonetta Rubinato – è il simbolo della nostra battaglia che, contrariamente a questo si potrebbe pensare dopo la vittoria del Sì e la sigla della preintesa tra il Governo uscente e la Regione Veneto, è ancora lunga e piena di ostacoli. Anche se le prime dichiarazioni della ministra Erika Stefani lasciano spazio alla speranza”.

Autogoverno del Veneto, riforma federale ispirata al federalismo fiscale, integrazione politica europea sono i fari verso cui si muove Veneto Vivo. “Da soli però non bastano. Dobbiamo nel frattempo lavorare per formare rappresentanti politici all’altezza della sfida e sperimentare già buone pratiche di autogoverno. Le modalità diverse con cui fino ad oggi si è gestita l’autonomia nelle regioni a statuto speciale ci sta a dimostrare che le maggiori competenze e risorse vanno affidate a chi poi sa farne buon uso. In questo credo che noi veneti già oggi, pur essendo una regione ordinaria, non siamo secondi a nessuno”.

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